I pregiudizi sulla meditazione

Due sfere di pietra sovrapposte rappresentano la meditazione come ricerca di equilibrio

Meditare non è mai stato così facile e così necessario. Però la meditazione è ancora conosciuta poco, e male: i più credono sia una pratica da santoni, che serve ai buddisti per raggiungere il nirvana, mentre quelli che hanno sentito parlare dei suoi benefici spesso continuano a vederla come una cosa strana e complicata.

Questa è una lista quasi esaustiva dei pregiudizi sulla meditazione, che coincidono con le scuse per non meditare più comuni. 

La puoi usare in due modi. 

Per continuare a pensar male della meditazione o giustificarti per non praticarla, leggi solo le frasi in neretto: troverai un ampio repertorio di giustificazioni e argomentazioni per screditare chi fa questo tipo di cose. Però sappi che i benefici della meditazione sono dimostrati, anche dalla scienza. Forse varrebbe la pena di darsi la possibilità di cambiare idea.

Leggi tutto invece, e scoprirai che quasi tutto quel che si dice in giro sulla meditazione è falso. 

Le migliori scuse per non meditare

1. Meditare significa aderire ad una qualche filosofia orientale, indossare abiti da santone e mettersi nella posizione del loto.

Al contrario, oggi la meditazione è proprio per tutti. Hai a disposizione diverse tecniche del tutto secolarizzate come la mindfulness, il training autogeno o la meditazione trascendentale. Unico requisito fondamentale per vestiti e posizioni: che siano comodi e non intralcino la pratica.

2. Meditare è riflettere su se stessi.

Rimuginare su qualcosa che ti è accaduto o chiederti perché hai fatto questo o quello non è meditare. Al contrario, quando mediti vuoi creare silenzio nella tua mente e lasci passare senza alimentarli i pensieri che si generano da soli.

3. Meditando ci si allontana dal mondo per chiudersi in se stessi, una cosa da egocentrici.

A dire la verità, praticare regolarmente la meditazione ci rende più capaci di attenzione, più lucidi, e meno stressati. Insomma, ci sono tutti i presupposti perché la nostra vita sociale migliori. D’altronde si sa che prendersi regolarmente del tempo per se stessi è fondamentale per costruire relazioni di qualità col resto del mondo.

4. Meditare è difficile.

In realtà no, perché la meditazione è principalmente osservazione di quel che succede dentro di noi. La principale cosa da fare è tornare al nostro oggetto di attenzione principale ogni volta che ci distraiamo. Se ti distrai spesso non devi sentirti un cattivo meditatore, quanto essere contento di aver capito qualcosa in più sul funzionamento della tua mente. 

5. Per imparare a meditare bisogna innanzitutto fare un viaggio in India.

Oggi il web è pieno di meditazioni guidate, che sono le più adatte ai principianti. Ci sono audio, video e testi gratuiti disponibili su tantissimi tipi di meditazione, su varie piattaforme, comprese delle app che puoi tranquillamente usare dal tuo smartphone. Tutti i consigli di cui hai bisogno per iniziare a meditare li trovi qui.

6. Meditare è fuggire dalla realtà.

Niente di più falso. Meditare è proprio essere più presenti possibile, cioè consapevoli di ciò che succede nel nostro corpo e nella nostra mente, e spesso anche intorno. Inoltre, più mediti e più sarai capace di ascoltare e osservare con tutta l’attenzione. In breve: di concentrarti sulla realtà, interna ed esterna.

7. Per meditare bisogna essere capaci di non pensare.

Smettere di pensare è impossibile, e infatti non è richiesto nella meditazione. Nello zen si dice che noi siamo la montagna e i pensieri sono le nuvole che naturalmente le passano accanto. Ecco, dobbiamo ricordarci di essere la montagna e non correre dietro alle nuvole. E più pratichiamo e meno nuvole passeranno.

8. La meditazione è modo come un altro per rilassarsi.

Ma non potremmo semplicemente andare a prenderci una birra? Ehm no. Paradossalmente, meditando non ci si rilassa distraendosi e mettendo i problemi sotto un tappeto, ma prendendo consapevolezza delle emozioni negative, del corpo, del respiro. Sentirsi costantemente più tranquilli, è uno dei benefici della meditazione.

9. Per meditare servono competenze particolari.

Meditare non richiede nessuna speciale abilità fisica o psichica. Se sei un essere umano, hai un cervello e puoi meditare, anzi dovresti dicono gli esperti. Per iniziare a meditare basta osservare il proprio respiro e eventualmente contare inspirazioni ed espirazioni, seduti su una sedia con la schiena dritta. Fattibile no?

10. Chi ha una mente agitata non può meditare bene.

A dire la verità, più la tua mente è agitata più ti farebbe bene meditare. Se hai molti pensieri, all’inizio ti sembrerà di non riuscire a concentrarti, ma in realtà il solo fatto di osservare il funzionamento della tua mente, che appunto non fa che sfornare un pensiero dietro l’altro, ti renderà progressivamente più calmo.

11. Con la meditazione si raggiunge l’estasi o il nirvana.

Il Budda ci è riuscito, noi forse dovremo accontentarci di tanti effetti positivi della meditazione un po’ più a portata di mano, ma non da buttar via. I meditatori esperti lasciano intendere di aver provato l’estasi, ma questo non può essere l’obiettivo della tua pratica. Il trucco è proprio non pensare al risultato, che si trova nel futuro, ma focalizzarsi su quel che sta accadendo ora.

12. Per meditare serve silenzio assoluto.

Puoi meditare davvero ovunque, anche in autobus. Anzi, è un’ottima alternativa alla consultazione del feed di Facebook. Se il rumore di dà fastidio, puoi aiutarti con una meditazione guidata, o con del rumore bianco (c’è un’app per tutto). E chiudi pure gli occhi se vuoi, tranquillo, gli altri penseranno che tu stia dormendo.

13. Meditare richiede tempo.

In realtà, la meditazione regala tempo. Eh sì, perché secondo diverse ricerche scientifiche la meditazione ringiovanisce. Inoltre, puoi cominciare a meditare per soli 10 minuti, 5 minuti al giorno. Persino 1 minuto al giorno va benissimo come inizio. Consideralo un investimento!

Questa lista mi è stata ispirata da un articolo dell’Huffington Post francese e da testimonianze di medici, neuropsichiatri e insegnanti di meditazione, tra cui Filippo Ongaro, Shyam Bhat, Light Watkins, Bob Roth.